Bambini si nasce

Avevi all’incirca cinque anni e ricordi tutto come fosse ieri. In quel periodo vivevi nella casa dei tuoi nonni, al secondo piano di una palazzina a Cormòns. Solitamente dopo pranzo passavi un po’ di tempo insieme a tua nonna la quale abitualmente ti teneva in braccio davanti alla finestra per guardare le auto e le persone che passavano.

Proprio sotto di voi c’era un’aiuola al centro della quale sorgeva un albero striminzito ma pieno di vita che anche quella primavera diede alla luce innumerevoli foglie.

Ti eri affezionato a quell’alberello, ti faceva compagnia durante le tue contemplazioni del traffico ma allo stesso tempo tanta pena; circondato da qualche filo d’erba e da tutto quel cemento, ti sembrava solo e abbandonato. Ti immaginavi che sognasse di vivere in un bel prato e non in quella squallida aiuola costretto a respirare giorno e notte i gas di scarico e l’indifferenza umana.

A modo vostro avevate stretto una bella amicizia, vi guardavate, comunicavate.

Purtroppo un’estate le condizioni di salute dell’alberello improvvisamente iniziarono a peggiorare. Le sue bellissime foglie verdi si erano rinsecchite nel giro di pochi giorni nonostante la bella stagione.

Ricordi poi che una mattina, proprio mentre eri in braccio a tua nonna, arrivarono sotto casa un paio di operatori comunali armati di motosega che tagliarono brutalmente il tuo amico alberello davanti ai tuoi occhi. Inerme, piangesti per ore.

Fu la tua prima esperienza del concetto di vita e di morte, e della sofferenza di chi resta.

La poesia in fondo è anche questo: un dialogo segreto tra te e tutto ciò con cui apparentemente non potresti dialogare. Uno scambio di attenzioni, un nobile e reciproco rispetto che nasce spontaneo in un piccolo essere umano che si sente parte di tutto prima ancora di esserne consapevole.

Non sono stati Leopardi o Carducci (nonostante la loro indiscussa bravura) a farti innamorare delle parole. Non ti sei mai riconosciuto negli autori più blasonati che qualche insegnante pretendeva imparassi a memoria senza mai tentare di trasmetterti lontanamente più che il vero valore di un verso, quello della poesia che si nasconde dietro la superficie di ogni lembo della vita.

Opere letterarie che ti venivano presentate come fredde manifestazioni letterarie assolute, invalicabili, inopinabili, date in pasto a un branco di pecorelle smarrite che nel quotidiano cercavano tutt’altre risposte a tutt’altre domande.

La poesia è la più alta forma di espressione dell’anima di ogni essere vivente. Che non ha niente a che veder con quell’insieme di parole giustapposte strutturato in versi che segue particolari leggi metriche.

Qui si parla di quella musica interiore che fa da sottofondo ad un certo tipo di situazioni che richiedono prevalentemente ascolto ed osservazione.

Quando contempli un paesaggio naturale immerso in una magica atmosfera silenziosa in cui gli unici suoni sono quelli che appartengono alla natura stessa, non è come se stessi leggendo una poesia? E l’emozione che provi è la naturale conseguenza del rapporto tra i tuoi sensi più elevati e l’ambiente che ti circonda. Non esistono più confini.

Oggi, guidati sempre di più dalla fretta di raggiungere scopi per lo più materialistici, dimentichiamo facilmente per strada l’attenzione e la dedizione per l’essenza delle cose, che richiedono altre qualità come la pazienza, la tolleranza e l’empatia.

Nel bambino c’è già una certa predisposizione, una ricerca poetica e una voglia di scoprire il dietro le quinte dell’esistenza, di tutto ciò che lo circonda e che alimenta continuamente la sua fantasia e la sua curiosità. È il bello di essere vivi.

Senza ombra di dubbio ogni bambino è un piccolo, seppur acerbo, poeta.

Poi però accade che qualcuno ad un certo punto, anziché preoccuparsi di fornirgli gli strumenti necessari per condurre una ricerca personale verso le proprie aspirazioni, lo invita ad abbandonare la dimensione ludica, la sua spontaneità ed autenticità per lasciare il posto alla competitività e alle “cose concrete della vita”, relegando quel bambino nel corpo di un adulto che vivrà proprio come un gracile alberello intrappolato in un’aiuola.

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4 anni ago

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