XI comandamento: «Non rompere i coglioni»

Mosè bestemmia

Cercare di spiegare le cose a persone pressapochiste, ignoranti, ottuse, imbecilli, è pressoché inutile. Una totale perdita di tempo.

Solo la violenza avrebbe senso, purtroppo. E tu la detesti.

È per questo che in quelle circostanze in cui senti che l’adrenalina entra in circolo e che dovresti incanalare la rabbia che parte dallo stomaco e ti fa venire voglia di urlare e di sfondare il mondo intero, preferisci trovare un’altra soluzione, limitare la tua reazione ad uno sguardo indulgente, allontanandoti il più velocemente possibile da quella situazione per startene in pace.

Sono dimensioni anni luce da te. La tua natura non c’entra niente con quei meccanismi di merda.

Lo so che non ti riferisci a circostanze particolarmente violente come risse, diverbi accesi, ecc. Tu parli di situazioni un po’ più consuete e apparentemente meno pericolose, ma altrettanto nocive per il cuore e la pazienza di chi come te subisce l’indisponenza altrui.

Sembra che qualcuno non riesca a vivere senza rischiare di ricevere almeno un vaffanculo al giorno.

Per esempio non sopporti quando ti capita che qualcuno, anche involontariamente, non rispetta la tua privacy ed è incapace di immedesimarsi nella tua persona. Ci passi sopra una volta, due, poi o uno è proprio coglione oppure lo fa a posta. Persone di quel genere le vuoi evitare, disconoscere, non devono avere niente a che fare con te. Tu sei uno che preferisce prevenire anziché curare (come diceva il dentista di un famoso spot anni ’80).

Non sopporti dover discutere per spiegare delle banalità che sono alla base della convivenza tra gli individui. Non ci dovrebbe essere quel bisogno, quella parola in più che ti tirano fuori dall’esofago, spesso inevitabilmente.

In quelle spiacevoli circostanze ti chiedi:

«Perché io riesco ad immedesimarmi e a rispettare la libertà altrui cercando di rompere i coglioni il meno possibile e qualcun'altro invece non ci riesce? È una dote così particolare, così difficile da conquistare?» 

In fondo basta così poco. E tu non credi di essere una persona speciale. Credi solo di tenere alla tua tranquillità più di qualunque altra cosa al mondo e proprio per questo motivo eviti in primis di fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te. E non ti sforzi di rispettare questo principio. Ti viene piuttosto facile. Forse perché in fondo non chiedi un cazzo a nessuno e in qualche modo riesci a bastarti. Tu non cerchi applausi o pacche sulle spalle, ti piacerebbe solo che come minimo fossimo tutti in grado di comprendere quali sono i limiti invalicabili tra le persone, che dovrebbero essere gli stessi per tutti e che appartengono a quell’etica “alta”, superiore, che è una sola e che regola la vita di tutti gli esseri viventi sulla Terra dotati di libero arbitrio.

A che servono leggi e comandamenti se manca il buon senso? A che serve seguire una rigida disciplina se ignoriamo la natura della nostra mente? La risposta è già nella domanda.

Se tra di noi c’è "assenza di segnale", che dati ci scambiamo? A che serve comunicare? Forse a riempire alcuni nostri vuoti?

L’empatia è il segreto di tutto.

Cercare di sentire ciò che sente l’altro, di porsi nel suo stato d’animo, prendersi il tempo e la briga di mettersi nei panni della persona con cui abbiamo a che fare, è importante. Più di tutto il resto.

L’empatia fa parte dell’amore. Con le frasi d’amore e il perbenismo mi posso pulire il culo se poi non mi interessa di capire che cosa ti da fastidio o ti fa stare male, giusto?

Se oltrepasso il limite, pur di non restare solo, non posso pretendere di ricevere amore, perché allora sono io l’egoista e non tu che pretendi tale rispetto.

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10 mesi ago

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