L’invidia è bella!

samuraiL’invidia è un sentimento molto diffuso nella nostra società e nasce dal sistema globale al quale, consapevolmente o inconsciamente abbiamo accettato di aderire.
Desiderare il male di qualcuno che secondo la nostra visione della vita, se la passa meglio di noi, è un’assurdità.
Per prima cosa bisogna vedere qual è il peso effettivo del bene che noi bramiamo e che la nostra vittima possiede.

Fare a gara a chi possiede più beni materiali è una miseria.

Sarebbe più opportuno invidiare un bel carattere, indipendentemente da ciò che materialmente possiede, ma che sa farsi largo in questa società meglio di quanto lo sappiamo fare noi, per delle doti personali raggiunte grazie alla sua curiosità e ad una normale ricerca personale. In questo caso almeno il sentimento d’invidia avrebbe un senso, e un’analisi più approfondita potrebbe permetterci di capire determinati processi che riguardano noi e l’invidiato.

Può darsi anche che all’improvviso ci accorgiamo che ci sbagliavamo, e che in fondo non c’era nulla da invidiare di quella persona. Spesso e volentieri, come sappiamo, l’apparenza inganna.

Ad ogni modo, al di là dell’esempio, ritengo che imparare dagli altri sia un’opportunità per migliorare noi stessi e crescere.
Non mi interessa fare meglio di voi. Può darmi soddisfazione, farmi ottenere successo, una piccola stupida gratificazione. Ma sinceramente non è questo che io cerco.

Io oggi voglio soltanto essere meglio di quello che ero ieri.

Mi è successo di provare invidia nei confronti di qualcuno che ritenevo più capace di me nel fare una determinata cosa. A tutti può capitare. Più che invidia forse in questo caso è ammirazione.

L’invidia, è un sentimento che, come l’errore, possiede un’accezione negativa, provoca in noi disagio, insicurezza, ci tormenta, ci fa soffrire, ci crea un grattacapo che crediamo di poter risolvere soltanto conquistando il bene o la qualità che invidiamo e che ci fa sentire inferiori, a tal punto da desiderare il male per chi possiede quel bene o quella qualità. Ci induce così a commettere azioni orribili nei confronti di quella persona e contemporaneamente verso noi stessi. Ci fa perdere la lucidità e l’equilibrio.

L’invidia, se affrontata con saggezza può tornarci molto utile. Quanti rapporti andati in frantumi sul nostro pianeta, quante guerre per colpa dell’invidia. O meglio, per colpa nostra.

Trovo che l’invidia sia una sensazione umana naturale, dopotutto.

Il problema sorge quando la nostra mente la trasforma in una bomba ad orologeria, frutto di uno scorretto utilizzo cerebrale.
Come ripeto ormai da un pezzo, ci vuole prima di tutto una certa consapevolezza. Ci occorre una sufficiente conoscenza di sé per capire e valutare la natura dell’invidia che occupa una determinata posizione nella nostra mente. Potrebbe anche trattarsi di un desiderio materiale, che in ogni caso non potrebbe mai migliorare le nostre capacità intellettuali e spirituali e di conseguenza la nostra esistenza. Potrebbe regalarci una gioia, una gratificazione passeggera. Non potrebbe in ogni caso condurci verso la serenità a cui aspiriamo.

Se si tratta invece di una qualità caratteriale che invidiamo a qualcuno, una volta stabilito che si tratti di una caratteristica dell’essere, possiamo gestirla in una prospettiva positiva che può migliorare la qualità della nostra vita. Possiamo trasformare il disagio provocato dall’invidia in un’opportunità per comprendere meglio, per comprenderci meglio, accettare o superare i nostri limiti rispetto a una condizione del nostro essere.

Non serve a nulla sentirci inferiori e chiuderci in noi stessi. 

Dovremmo piuttosto sentirci fortunati di avere compreso eventualmente che c’è ancora strada da fare per migliorarci, che possiamo riuscirci e che dobbiamo metterci subito al lavoro e ringraziare piuttosto la vita e chi ci ha dato l’occasione in quel determinato momento di capire, anziché augurare il male a qualcuno.

Nell’antico Giappone, l’avversario su un campo di battaglia veniva rispettato quasi più di un amico, perché permetteva di migliorare e di superare i propri limiti fisici e psichici. Era ritenuto un collaboratore indispensabile per la crescita spirituale.

Credo sia fondamentale cercare di conoscere la propria personalità nella vita. È l’unico modo per poter vivere in pace e crescere a livello interiore ed esteriore, avvicinandoci sempre più a ciò che siamo realmente, senza menzogne e senza travestimenti.

Tutti abbiamo qualcosa da imparare dagli altri e non c’entrano l’età, la razza, il culto e la condizione economica. Se esistono al mondo delle gerarchie regolate secondo questi principi è soltanto perché l’uomo tende continuamente a dividere, creando gruppi e chiudendoli in gabbie separate. Tutti indistintamente dobbiamo vivere per imparare dal prossimo e crescere internamente, per essere più sani sia dentro che fuori, individualmente ma tutti insieme, per essere migliori ogni giorno di più, per giungere ad assaporare la quiete.

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9 mesi ago

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