Scrivo quindi Sono

macchina da scrivere

Non mi capita spesso di scrivere tanto, tuttavia scrivo ogni giorno. Non do mai peso alla quantità, quando scrivo mi interessano di più la qualità ed il processo di selezione delle parole. Preferisco togliere piuttosto che aggiungere. Forse agli inizi sentivo di più il bisogno di dover mettere nero su bianco tutto ciò che mi passava per la mente. Sentivo la necessità di dover dire, tanto, a volte troppo.

Ero un fiume in piena e volevo a tutti i costi vomitare ciò che mi era rimasto in gola.

Oggi mi capita spesso di scrivere non più di due, tre battute. Significa che quelle poche parole sono sufficienti per esprimere e chiarire un determinato concetto oppure che il concetto sta prendendo forma nella mia mente e si trova ancora in fase embrionale. Dunque è poco più di un’idea, un breve appunto. Sono poche le volte invece in cui scrivo per un’ora, un’ora e mezza di fila senza tregua. In quei casi vuol dire che il concetto è già ben chiaro nella mia testa e pronto per essere scaricato sul foglio prima che sia troppo tardi, cioè prima che si perda per strada e venga sbaragliato dagli altri pensieri.

Solitamente scrivo circondato dal silenzio assoluto oppure in compagnia della mia musica preferita in sottofondo, rigorosamente senza la voce del cantante, per non perdere la concentrazione su ciò che sto scrivendo. La musica che ascolto si connette ai miei sensi più alti e spesso è uno strumento indispensabile per portare a compimento i miei lavori.

È una tranquilla corrente d'acqua che accompagna la mia chiatta di parole verso la riva designata.

Per me, lavorare con la scrittura significa vivere con la scrittura. Non è più soltanto un mezzo alternativo per esprimermi, per sfogarmi, come all’inizio. Oggi siamo una cosa sola. Scrivere è il mio modo di vivere.

Il mio rapporto con la scrittura è sempre attivo, una collaborazione continua. Anche quando non scrivo, la mia mente conserva un atteggiamento descrittivo ed in maniera del tutto spontanea osserva le situazioni mantenendo una distanza di sicurezza tra me e ciò che mi circonda. Sento che non posso farne a meno, come non posso fare a meno di vivere, dunque di respirare, di pensare.

Scrivere e vivere occupano la stessa orbita e nessuno dei due invade lo spazio dell’altro poiché non esiste una linea di demarcazione tra di loro. Non c’è confine. C’è solo armonia, come nel rapporto che c’è tra me e la natura e che dovrebbe esserci tra ogni essere umano e la natura, in qualsiasi parte del mondo.

La scrittura come la natura, per me è un luogo fisico ed astratto dove il cosmo è costantemente connesso al kundalini, l’energia latente di ogni essere umano.

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7 mesi ago

2 Comments

  1. Ciao Cristiano,
    da tempo che ti seguo, dal momento in cui col tuo scrivere mi hai colpito.
    Credo giusto quello che fai,scrivere, per te una necessità, parte integrante di te.
    Quella parte profonda che viene a galla, nero su bianco, questo è quello che fai, i tuoi pensieri catturati e resi visibili.
    “Scrivere è il tuo modo di vivere”.
    Continua,non puoi farne almeno.
    Questo è il primo che leggo, mi prometto di continuare a leggerti.

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