clessidra rotta

Il tempo: un gioco da bambini

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I bambini sono padroni della dimensione temporale in cui si muovono.

Li hai mai osservati bene?

Loro non lo calcolano il tempo, non si danno scadenze. Non lo temono, si prendono gioco di lui, lo disegnano, lo cancellano a loro piacimento. Lo snobbano. Non si lasciano fregare come te. Sono loro che fregano il tempo, ignorandolo completamente fin dall’inizio. Tu invece, con il fatto che diventi sempre più responsabile, dall’alto delle tue adulte esperienze e convinzioni vuoi a tutti i costi governarlo.

Ed è qui che sbagli.

Lo temi, lo sezioni sperando di riuscire così a gestirlo meglio una volta suddiviso in pezzetti. Lo riempi quando è vuoto, odi vederlo vuoto e così libero dagli impegni che il sistema ti impone, speri in questo modo di dargli un senso, una direzione, un motivo per portartelo appresso, per poi perderlo malamente con la pretesa che qualcuno te lo restituisca nel momento in cui sentirai la sua mancanza.

E no, non si vive così. Non fa bene alla tua salute.

E più corri e più lo perdi, e più lo perdi e più lui ti si appiccica addosso e non ti molla. Arrivi ad un punto in cui ti arrendi e diventi suo suddito, nella maggior parte dei casi inconsapevolmente.

E così il tempo ti ha battuto sul tempo.

Ti ha sopraffatto, ha anticipato le tue mosse e tu reagisci come una macchina programmata dallo scienziato pazzo che si cela dentro di te. Ti scopri dottor Jekyll e mister Hyde.

Lo sai quand’è che ho iniziato a vivere serenamente? Quando ho smesso di contare.

Da quando ho capito che le cifre valgono tutte zero ho iniziato a vivere la mia vera vita. Da quando ho smesso di contare i numeri, ho iniziato a contare su me stesso.

Il tempo adesso mi lascia in pace, si fa i fatti i suoi. Io non do fastidio a lui e lui non da fastidio a me. Ovviamente non posso ignorarlo del tutto perché lui c’è, in qualche modo. Ma se dentro di te c’è un progetto da realizzare, qualcosa di forte che ti allontana dalla mediocrità quotidiana, qualunque sia la tua condizione di vita, la mente si concentra su altri orizzonti e il tempo che passa riprende la sua normale andatura, senza di te.

Il tuo problema sei tu. Sei tu il tuo tempo.

Sei tu che elabori qualcosa a cui dai un corpo e un nome, un’identità, una mente, come se il tempo fosse un essere umano, un individuo crudele che ti attende perennemente al varco. Nella maggior parte dei casi accade dai vent’anni in su. Sei tu che lo disegni a tua immagine e somiglianza finché non diventi lui e ti metti il bastone tra le ruote.

Da bambini tutto scorre senza troppi problemi perché non riusciamo ancora a percepire il tempo. E forse la vera intelligenza sta proprio nel rinunciare fin dall’inizio ad incasellarlo come facciamo con tutte le cose e con i nostri simili. Da bambino io pensavo a me stesso, a divertirmi, a fare il possibile per realizzare ogni mio piccolo sogno e desiderio quotidiano infischiandomene completamente del tempo. Anzi, spesso mi sembrava terribilmente lento, c’erano Natali e compleanni che non arrivavano mai e che aspettavo con mille mani.

La serenità non è una vita perfetta.

La tua serenità dipende dall’utilizzo che fai del tuo tempo, è una dimensione mentale fatta di alti e bassi in cui l’esistenza scorre con maggiore consapevolezza perché guidata da un’energia positiva (frutto delle nostre scelte consapevoli) che prevale su tutto anche sul normale andirivieni delle forze contrarie.

È fondamentale sapere dunque chi sei e chi vuoi essere.

Il progetto da realizzare, la persona che vuoi diventare per poter vivere in pace e a contatto con il tuo vero io, è il risultato di uno studio personale, individuale che non finisce mai.

Siamo nati per evolverci.

E per capire chi sei e che cosa desideri essere devi disporre di tempo libero. Non si scappa. Per questo, prima di incamminarti devi svuotare la mente da tutti quei preconcetti, doveri e responsabilità che non c’entrano nulla con il tuo vero essere e che hai accumulato lungo il sentiero della vita spesso senza rendertene conto, spesso per stupire qualcun’altro. Una volta conquistato il tempo libero inizi a ragionare incondizionatamente. Con il passare del tempo poi diventi più consapevole di ciò che accade intorno a te, di ciò che desideri conservare per sempre, di ciò che desideri mettere al primo posto e di ciò che invece preferisci eliminare. Diventi conscio delle tue capacità e dei tuoi difetti, inizi a sentirti più responsabile delle tue azioni quotidiane, consapevole delle tue umili e reali dimensioni umane rispetto a tutto il resto (ambiente, stelle, pianeti, galassie = universo) ma anche della magnificenza del tuo spirito interiore e della sua indispensabilità.

Improvvisamente il tempo, com’eri abituato a concepirlo prima, non esiste più.

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5 mesi ago

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