Un pensiero al giorno ☕ – 16/12/2020

QUESTA FRETTA MALEDETTA

C’era un essere umano che dell’attesa non sapeva che farsene, era una perdita di tempo; gli avevano insegnato che il tempo è denaro.

Contemplare un paesaggio, disegnare o scambiare due parole con la cassiera del supermercato per lui significava buttare la vita nel cesso. C’era sempre qualcosa di più importante da fare.

“Ottimizzare” era diventato un mantra: ogni aspetto della vita, compreso il respiro veniva messo sottovuoto per lasciare spazio alla fredda produttività: una gara interminabile contro se stesso dove la pausa pranzo era una sorta di cambio gomme ai box prima di ritornare in pista per concludere la gara. A fine giornata non sapeva nemmeno cosa aveva fatto. Cenetta veloce davanti al tg o al pc, commentino offensivo sotto il post che lo faceva irritare e poi via a nanna. E l’indomani si ricominciava.

Poi inaspettatamente, per un motivo che non aveva considerato nemmeno lontanamente, a febbraio 2020 è stato costretto ad interrompere tutto: i suoi ritmi, i suoi progetti, niente di tutto ciò che caratterizzava la sua esistenza aveva più un senso. La sua vita nel giro di una notte cambiò completamente rotta.

Chissà se oggi a quell’essere umano che sta più a casa che fuori, assieme a tutte le considerazioni del caso e alla conta dei danni di questa situazione politico-pandemica, capita mai di fermarsi a riesaminare quell’esistenza frenetica che chiamava “normalità” e che stava guastando con i suoi chissenefrega non solo la sua salute (liberissimo di farlo) ma quella dell’intero pianeta Terra.

Rivuole indietro, come tutti giustamente, una legittima libertà di cui però non ne assaporava nemmeno un pezzetto perché mentre correva verso la meta, la sprecava puntualmente in quella riflessione mancata davanti a un caffè, in quelle foglie rosso vivo che non poteva notare perché andava a 100 all’ora, in quel gioco di sguardi schivato alla stazione, in quel facile insulto contro chi gli faceva perdere tre secondi del suo prezioso tempo rallentando alla rotonda.

Chissà dove si è perso quel cuore che per la fretta non è riuscito a stargli dietro.

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9 mesi ago

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