violenza

Un pensiero al giorno ☕ – 09/02/2021

IL VIRUS DELLA VIOLENZA

Escludendo le vittime delle varie guerre che imperversano nel mondo, ogni anno vengono uccise a causa della violenza 600 mila persone, di cui circa 35 mila soltanto negli USA.

La violenza è presente in maniera massiccia soprattutto nelle città. E pensare che proprio le città nacquero (nell’antica Grecia) per dare all’uomo un posto migliore in cui vivere insieme ai suoi simili, con i quali ad un certo punto della storia per motivi logistici e di sicurezza si è visto costretto a lasciare i villaggi sperduti e a fondare le poleis, centri urbani cinti da mura che permettevano agli abitanti di organizzarsi per difendersi dagli attacchi esterni e accumulare le provviste per le carestie.

Tutto quello che vediamo oggi ha poco a che fare con quel vecchio concetto di città. Ci siamo evoluti, certo, ma il problema non sono più gli attacchi esterni bensì quelli interni, nati da un’organizzazione sempre più caotica che dal punto di vista economico offre di certo più opportunità di crescita rispetto alla provincia ma a spese della salute collettiva, messa a dura prova da uno stile di vita malsano il cui ritmo quotidiano è governato dalla fretta e dall’indifferenza. Non scopro di certo l’acqua calda.

E della violenza che ha luogo tra le quattro mura domestiche, non ne vogliamo parlare? Quello che dovrebbe essere un nido in cui sentirsi protetti da qualsiasi attacco esterno e che invece si trasforma in un set di un film dell’orrore a causa di insoddisfazioni personali che sfociano in possessismo, machismo, narcisismo, mancanza di fiducia e di conseguenza in violenza psicologica e fisica, nella maggior parte dei casi perpetrata nei confronti di donne e bambini.

Per non parlare dei mezzi di informazione attraverso i quali la violenza corre come un virus che ci infetta a ogni ora del giorno (infodemia) soprattutto da quando lo scopo dei media non è più tanto quello di informare quanto di vendere notizie sensazionalistiche per incrementare ascolti e visualizzazioni.

Oggi un criminale ha la possibilità di diventare una star perché è ricercato più dagli editori che dalla polizia, finisce in qualche programma di merda a raccontare la sua storia (di merda) e la violenza magicamente, come la cacca della canzone “Silos” degli Elio e le Storie Tese non è più così brutta come la si dipinge ma anzi, ci seduce.

Non dimentichiamo mai che siamo noi a decidere da che cosa farci ispirare e se dare credito o meno ad una certa maniera di fare giornalismo e televisione. E che i cattivi pensieri, come dico in questo articolo ci fanno stare male, ma prima o poi ci fanno del male.

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7 mesi ago

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