il senso di colpa

Un pensiero al giorno ☕ – 12/02/2021

IL SENSO DI COLPA

Tra i miei primi incontri di counseling, dove ho potuto mettere in pratica quello che sto studiando, mi è capitato un colloquio con una signora sui sessant’anni che sta attraversando un periodo particolare in cui non si sente più riconosciuta nei suoi vari ruoli all’interno del sistema familiare di cui fa parte.

La signora (che per motivi di privacy chiamerò Maria) si sta occupando di un marito che soffre di Alzheimer e nonostante lo faccia con amore non riesce più a riconoscersi nel ruolo di moglie poiché sente la mancanza del sapore che aveva la loro relazione prima della malattia e ha sempre la sensazione di non aver fatto abbastanza.

Ha due figli ormai adulti e sposati, consapevoli del fatto che lei li abbia cresciuti ma che le rinfacciano in continuazione di non essersi mai sentiti amati da lei, come se l’avesse fatto controvoglia. Oltretutto non vanno mai a trovare né lei né il padre malato. E per questo motivo la signora Maria non si riconosce più nel ruolo di mamma.

Ha anche tre nipoti che ha cresciuto come fossero i suoi figli ma che non ha mai la possibilità di andare a trovare a causa dell’impegno preso col marito e del rapporto aspro che ha con i suoi veri figli. E così non si sente più nemmeno una nonna.

Il senso di colpa non è una colpa vera e propria. È un’emozione che ci logora e che consuma la nostra autostima, ci irrigidisce, ci limita, ci fa sentire dei perdenti e diventa un inutile peso sull’anima che compromette il nostro benessere.

Quando ci troviamo in un vicolo cieco come questo, è importante innanzitutto riconoscere la nostra paura, evitando di ignorarla, di piangerci addosso o di combatterla ma accettandola, osservandola e cercando di capire a quale immagine di noi stessi facciamo riferimento e prendiamo come metro di giudizio quando ci sentiamo sbagliati.

È meglio smettere il prima possibile di giudicare la nostra vita. È controproducente. Ed è meglio dissociarci una volta per tutte da quell’immagine di riferimento che abbiamo nella testa e staccarci da un passato che ci rende schiavi attraverso una falsa proiezione di noi stessi. In fondo, abbiamo fatto quel che abbiamo potuto, con i mezzi che avevamo a disposizione in quel periodo particolare della nostra vita.

È fondamentale ricordarci che siamo umani, con i nostri pregi e i nostri limiti e che ogni fallimento riguarda un singolo episodio, cioè una piccolissima parte di una vita composta da un’infinità di momenti positivi e negativi che ignoriamo quando portiamo la nostra attenzione su uno solo e che determinano chi siamo soltanto se presi in considerazione complessivamente.

il senso di colpa

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2 mesi ago

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