about

 
 «See I was on the verge of breaking down/Sometimes
silence can seem so loud/There are miracles in life I
must achieve/But first I know it starts inside of me»
R. Kelly - I believe I can fly

Cristiano Camaur kid

Mi chiamo Cristiano Camaur e sono nato in una piovosissima giornata d'aprile del 1980 in un pittoresco paesino del Friuli Venezia Giulia.

La mia storia seria con la scrittura è cominciata al termine della fase adolescenziale, nel 1998. Improvvisamente non mi importava più niente né della scuola né di qualsiasi altra attività che fino a poco prima tutto sommato mi aveva anche regalato qualche soddisfazione. Saltavo le lezioni, avevo smesso di giocare al mio tanto amato basket, ero diventato intrattabile. Mi stavo lentamente allontanando da me stesso e da tutto ciò che mi circondava. Mi trovavo di fronte a un vicolo cieco e avevo assolutamente bisogno di qualcuno o di qualcosa che mi aiutasse a superare quel macigno mentale che rischiava di diventare una montagna. Un giorno, di punto in bianco, decisi di iniziare a scrivere.

Ai tempi della scuola odiavo la poesia. Non sono stati Dante, Leopardi o Carducci, nonostante la loro indiscutibile bravura, a farmi innamorare. Non sono mai stato ispirato dagli autori più blasonati durante l’ora di italiano. I miei primi maestri sono stati altri.

Tupac Shakur, oltre ad essere stato il massimo esponente della scena hip hop internazionale degli anni '90, fu un vero e proprio poeta e mi folgorò con alcune sue poesie che vennero tradotte e pubblicate su una rivista di musica in Italia subito dopo la sua morte. Più di tutto mi colpirono la semplicità con cui affrontava tematiche sempre attuali che proprio in quel periodo della vita iniziavano a toccarmi da vicino, come quella sociale. Inoltre un mio ex compagno di classe, con cui sono tutt'oggi in ottimi rapporti di amicizia, scriveva poesie sul suo diario attraverso le quali esprimeva i sentimenti verso le ragazze di cui si innamorava (con risultati discutibili).

Queste due fonti di ispirazione non sono le uniche ma sono state molto importanti per me e sufficienti a farmi comprendere che la poesia ha dei poteri magici che avevo del tutto ignorato fino a poco prima.

Inizialmente riempivo fogli su fogli di frasi scombinate, sgrammaticate e di domande a cui cercavo di rispondere, il più delle volte con scarsi risultati. Ma non era importante tanto trovare le risposte alle domande che mi ponevo quanto piuttosto sapere di aver trovato la cura più idonea per me in quel periodo particolare della vita.

Grazie alla scrittura e soprattutto alla poesia sono riuscito a guardarmi per la prima volta allo specchio e ad esprimere ciò che provavo con estrema sincerità.